sabato 7 febbraio 2009

Libri che non si dimenticano

" Dopo ventisette anni oggi ti rivedo, madre, e mi domando se nel frattempo tu abbia capito quanto male hai fatto ai tuoi figli". In una stanza d'albergo di Vienna, alle sei di un piovoso mattino, Helga Schneider ricorda quella madre che nel 1943 ha abbandonato due bambini per seguire la sua vocazione e adempiere quella che considerava la sua missione: essere a tempo pieno una SS e lavorare nei campi di concentramento del Führer......"
Uno dei libri che ho amato di più. Uno dei pochissimi che ho riletto.
Una testimonianza amarissima non solo sul rapporto madre-figlia, ma anche sugli orrori della guerra e le aberrazioni della mente umana. Impossibile non farsi trascinare dalla smania quasi autolesionista della figlia che vuole sapere tutto, ma proprio tutto, sui crimini della madre; impossibile non odiare le tante crudeltà della madre inflitte non solo agli estranei, ma anche alla sua stessa famiglia. Una figlia che vuole vergognarsi di tutto ciò che ha compiuto la madre forse per poterla cancellare dal proprio cuore definitivamente, una madre che concede se stessa e i propri ricordi per la prima volta come un ricatto per farsi amare... la figlia si trasforma in carnefice e l'abbandona, la madre da aguzzina diventa vittima e il tragico è che nel provare compassione per lei ti senti in colpa come la protagonista stessa che non può amare una madre così, ma non riesce neppure ad odiarla. Un doppio vincolo narrato in maniera superba dalla protagonista di una storia a suo modo agghiacciante ........

5 impronte:

Kaishe ha detto...

Ciao Mamit... e tutte le ragatte.
Non ho letto questo libro ma le recensioni relative e un'intervista alla scrittrice.

Direi che l'unica riflessione che mi viene è che le ideologie - TUTTE le ideologie, non possono produrre altro che dolore.
Talvolta delimitato nella sfera personale, altre in un ambito più generale se non mondiale.

Mamit ha detto...

Ciao Kai ... va meglio col raffreddore?
L'intervista all'autrice l'ho letta anch'io; dopo il libro, ho cercato qualsiasi informazione che mi aiutasse a capire, ammesso che ci sia qualcosa da capire in certe disgraziatissime vicende. Mi ha colpita, di quell'intervista, sapere che la Scheider aveva immagazzinato una tale avversione da rifiutarsi persino di parlare il tedesco, la sua lingua-MADRE.
Le ideologie? difficile professarle mantenendo obiettività e/o distacco o perderebbero addirittura di signficato. Pertanto, non possono che portare ad ottuse e pericolose chiusure.
In tutti gli àmbiti, naturalmente.
Guarisci bene ... e presto!

Daniela ha detto...

Buongiorno, io non ho letto questo libro, ma mi piacciono le storie "vere" e quindi mi sono appuntata il titolo per la prossima capatina in libreria.
Anche a me è capitato leggendo storie realmente accadute di immedesimarmi al punto di non smettere di cercare informazioni sui protagonisti, in particolar modo penso al libro "Vendute" e a "Piccoli sacrifici", due libri che ho letto e riletto, che mi hanno angosciata e che ho molto amato...purtroppo tutti e due li ho prestati a qualcuno che ha "dimenticato" di rendermeli...peccato!!
Buona domenica!!

ziamaina ha detto...

Ciao Mamit, buona fine domenica...

Mamit ha detto...

Ciao Daniela, sono sempre contenta di poter suggerire qualche buon libro, e questo è davvero splendido. Durissimo ma indimenticabile.
Nauralmente, mi sono molto incuriosita sui titoli che hai segnalato tu e sono già appuntati per la prossima capatina in libreria ;-)
Io ho imparato a dire "no" a chi mi chiede un libro in prestito; alla prima occasione, lo compero e glielo regalo. Ne ricordo uno "la casa dei cento Natali" che avevo prestato e purtroppo non ricordavo nemmeno più a chi; sono diventata matta per ricomperarlo (era ormai fuori stampa da anni) e da allora mai più.
E' così bello tenerli lì e andarseli anche a rileggere.
Buonanotte

E buonanotte anche a te, Zia. Sono venuta a sbirciare i tuoi amori.